Tra fuffa e scherzo di Carnevale

Per Carnevale, Bastianello e la Soprintendenza hanno mascherato l’Antico Teatro di Anatomia da ristorante; ma col mercoledì delle ceneri si va in Procura e si torna all’uso pubblico

Il carnevale veneziano quest’anno è costretto alla virtualità. Le performance sono poche e le ritroviamo sulle pagine dei giornali locali. Ed ecco che il signor Bastianello ne pensa una.

Apriamo La Nuova Venezia di venerdì 12 febbraio (venerdì grasso) e troviamo la pag. 18 occupata dai due “Bastia…” C’è un servizio su Maurizio Bastianetto, che raffigura l’attore (tra)vestito da Diogene che con la lanterna va “in cerca dell’uomo”. Poi c’è Alberto Bastianello. L’imprenditore che ha comprato la Vida e ha deciso di mascherare l’Antico teatro di Anatomia da ristorante affittando un vestito dalla Sovraintendenza.

Apprendiamo quindi dalla stampa che “la Sovrintendenza ha dato il via libero definitivo alle opere di straordinaria manutenzione” e che questo via libera “consentirà a sua volta al Comune di rilasciare l’autorizzazione paesaggistica per consentire l’inizio dei lavori”. Mentre “Il comune dichiara che “non sono previste nuove aperture di attività” ma potrebbero essere possibili “solo trasferimenti di attività nel rispetto dei criteri di qualità previsti dal Regolamento delle attività di somministrazione alimenti e bevande”. Che tradotto significa che il signor Bastianello potrebbe acquistare la licenza di un bar, trasferirla qui e farci ristorante.

Le cose in realtà non stanno proprio così. La Sovrintendenza ha il compito di asseverare che gli interventi sugli immobili notificati siano compatibili.

E’ il Comune che deve “consentire l’inizio dei lavori” e ci fa piacere che si riconosca che – anche se i lavori sono in corso da mesi – manca un “via libera ufficiale”. Tradotto significa che non è sufficiente una “autorizzazione paesaggistica”, serve un permesso a costruire.

Se anche Bastianello sostenesse che si tratta di intervento di manutenzione straordinaria autocertificato, fare un ristorante è di fatto un abuso, in quanto confliggente con la normativa urbanistica (che prevede una destinazione d’uso non commerciale ea d uso pubblico).

Il 2 luglio 2020 è stata presentata ai Carabinieri del nucleo di tutela del patrimonio culturale di San Marco una denuncia affinché l’abuso venisse sanato, e bloccati i lavori illegittimi: o dal Comune o dalla Procura (che in questo caso perseguirà l’inerzia del Comune).

Ringraziamo allora la “carnevalata” di Bastianello, perché ci consente di auspicare che l’intervento della Magistratura sia sollecito.

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